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Riscaldamento IP, perché è importante nell’email marketing

Riscaldamento IP

Sappiamo bene quanto prezioso ed efficace possa essere lo strumento dell’email marketing per promuovere la nostra attività. E sappiamo anche che per ottenere ottimi risultati da questo strumento è importante imparare a gestirlo con attenzione e metodo: il riscaldamento IP è una di queste pratiche fondamentali.

Per assicurarsi la miglior performance di deliverability e il miglior tasso di conversione del nostro messaggio è necessario armarsi di metodo e pazienza, in modo da che la reputazione dell’indirizzo IP sia sempre elevata.

Cosa significa dunque reputazione dell’IP? E come si ottiene grazie al riscaldamento dell’IP?

Come ISP e MBP valutano la reputazione dell’IP

Un nuovo indirizzo dell’IP non gode di nessuna reputazione. Quando i provider di servizi Internet (ISP) o i provider di posta elettronica (MBP) intercettano un nuovo indirizzo IP avviano una procedura standard di controllo per stabilire se questo indirizzo è veicolo di spam, se è un mittente buono o cattivo.

Gli ISP hanno infatti il ruolo di individuare e bloccare spam e truffe prima che giungano nelle caselle di posta dei destinatari.
Per poter svolgere questo compito utilizzano dei protocolli per valutare il comportamento del mittente.

I criteri che influiscono sulla reputazione dell’IP

Gli ISP raccolgono dunque informazioni sulla nostra attività di mailing secondo alcuni criteri, di cui alcuni noti:

  • volumi di invio
  • frequenza di invio
  • capacità di consegna
  • percentuale di aperture e interazioni
  • hard e soft bounce
  • segnalazioni spam e reclami.

Ricevere punteggi positivi per questi parametri significa riscaldare l’IP, o IP warming, e conquistare reputazione positiva.

Qual è il volume di invio giusto per riscaldare l’IP?

Per conquistare una reputazione dell’IP positiva, suggeriamo per prima cosa di cominciare sempre con invii a mailing list di piccola e media grandezza.

Fare invii a mailing list segmentate per target di riferimento rappresenta il modo migliore per catturare la giusta attenzione, con oggetti e argomenti mirati.

Questo importantissimo lavoro preliminare sul vostro database di indirizzi email permette di rivolgervi sempre direttamente alle persone interessate all’argomento che state proponendo. Lavorando con metodo sulle mailing list, potrete fin da subito organizzare la campagna di email marketing secondo piccoli volumi di invio.

Gli spammer, invece, sono soliti fare invii massivi fin da subito. Quando aprono un nuovo IP, inviano immediatamente una grande quantità di email ad ampi database di email per lo più indifferenziati, che riporteranno pessime conversioni.

Gli ISP, che monitorano gli IP nuovi, individuano e bloccano velocemente queste fonti di spam; a quel punto, lo spammer apre immediatamente un altro IP e ricomincia.

Anche per questo insistiamo sulla regolarità. Quando l’ISP vede che continuiamo con i nostri invii, nonostante le possibili difficoltà iniziali di deliverability, capisce che si tratta di un IP sano.

IP warming: a chi inviare le nostre prime newsletter?

Per fare un buon IP warming consigliamo anche di partire con messaggi verso i destinatari più coinvolti, quelli già fidelizzati.
La redemption dei nostri primi invii sarà inevitabilmente più alta, e contribuirà a innalzare la reputazione dell’IP e rassicurare gli ISP sospettosi.

Con il giusto riscaldamento IP, possiamo dunque programmare l’aumento graduale del volume di posta inviata attraverso il nostro indirizzo IP dedicato.

Il processo di IP Warming può sembrare oneroso e dispendioso in termini di tempo, ma vi assicuriamo che è una strategia fondamentale per il successo delle vostre campagne diemail marketing.

Per cui, cominciate da subito.

Btomail vi offre il database aggiornato e validato da cui partire per fare email marketing e scaldare il vostro IP. Trovate i vostri destinatari!

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Simone Lanza
Fondatore di BTOMAIL e BTOLEAD