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Newsletter o DEM? La differenza tra ieri e oggi

Qual è la differenza tra newsletter e DEM? Come sono cambiato questi strumenti negli anni?

Nel mercato B2B, abbiamo sempre inteso la Newsletter come un aggiornamento informativo e periodico mentre la DEM come un’azione solo commerciale.

La Newsletter era ed è informativa e periodica

La newsletter era ed è una consolidata azione di web marketing il cui scopo principale è quello di generare traffico, fare branding e alimentare nel tempo un percorso di lead nurturing.

A cadenza regolare, l’azienda crea un contenuto informativo legato alle proprie attività e al proprio settore, e lo diffonde attraverso l’invio di email.

Notizie e aggiornamenti sono privilegiati, ma ad essi si aggiunge spesso uno spazio dedicato a un messaggio promozionale. Gli obiettivi sono coinvolgere, fidelizzare, tenere viva l’attenzione e suggerire nuovi servizi attraverso l’up-selling e il cross-selling.

La newsletter ha una programmazione temporale pianificata a lungo termine. Gli invii non vanno troppo ravvicinati per non stressare l’utenza.

Il brand aziendale è promosso non solo dal contenuto pertinente, ma anche da un’immagine coordinata: colori e font sono quelli aziendali e il template è riconoscibile e sempre uguale.

Chi sono i destinatari della newsletter? L’invio è verso un pubblico già fidelizzato, generalmente a partire dal database di indirizzi email aziendale.

Ieri: La DEM era promozionale e generica

Fino a poco tempo fa, le DEM facevano parte di una strategia di web marketing solamente focalizzata sull’aspetto commerciale. Promuovevano prodotti o servizi, anche attraverso promozioni, coupon e sconti, o eventi.

L’invio della DEM non aveva una programmazione periodica, perché puntava alla massima conversione con un solo invio.

Oggi: La DEM è informativa e promozionale

Le DEM sono considerate uno degli strumenti principali di direct marketing, poiché puntano sia alla conquista di nuovi prospect che alla fidelizzazione di clienti già acquisiti. Se utilizzato correttamente, questo potente strumento è uno delle strategie di web marketing a più elevato ROI.
La DEM permette di trasmettere il proprio messaggio commerciale direttamente al potenziale cliente: per questo motivo deve essere graficamente impattante, accattivante e coinvolgente.

Il fine ultimo, come per la newsletter, è quello di coinvolgere, fidelizzare, attrarre l’interesse dell’utente, in primis, trattando un argomento di forte interesse del proprio settore.

Il consiglio è sempre di “donare” del know-how e consigli per ricevere interesse e portarli verso una call to action: acquistare un prodotto, iscriversi ad una promozione, ottenere uno sconto o un’offerta promozionale.

Oggi l’invio della DEM ha una programmazione periodica, perché punta alla fidelizzazione di un contatto “freddo” nel tempo. Diventa strategico schedulare un calendario che crei una continuità tra voi e per il lettore.

Il pubblico destinatario è rappresentato da un preciso target di riferimento, cui è indirizzato il servizio o il prodotto che si vuole promuovere.
Per una buona DEM è infatti importante segmentare in partenza l’audience a cui l’offerta verrà proposta, creare liste profilate per organizzare invii dedicati.

Richiedi subito su BTOMAIL la tua lista di contatti per inviare DEM.

Vantaggi e svantaggi: newsletter e DEM a confronto

DEM e Newsletter: due strumenti simili, un pubblico diverso.

Newsletter e DEM sono due strumenti web marketing simili. Nati con una struttura differente, stanno convergendo oggi per contenuto, forma, stile e strategie.
L’unico aspetto che resta fondamentalmente differente è l’utenza di destinazione: la newsletter viene inviata a un database di indirizzi email aziendale già noto per tenerlo caldo, la DEM viene inviata a una lista a freddo per scaldarla. Una platea di riferimento decisamente più ampia.

Proprio a partire dai destinatari, cambiano i pro e i contro di DEM e newsletter. Eccoli nel dettaglio.

1. La raccolta degli indirizzi email

Newsletter: il livello di profilazione è basso, poiché chiedere troppe informazioni all’utente in fase di registrazione rischia di indurlo a rinunciare.

DEM: velocemente acquistabili su BTOMAIL già profilati in profondità per località, settore merceologico, zona geografica, fatturato, dipendenti, etc.

2. La veridicità dei contatti

Newsletter: spesso gli utenti inseriscono dati fittizi per velocizzare l’operazione di registrazione; forniscono inoltre email secondarie per non intasare la casella primaria.

DEM: Le email pubblicate dalle aziende sui propri siti web sono, nella maggior parte dei casi, attive e funzionanti. BTOMAIL dispone inoltre di un algoritmo proprietario di verifica e validazione degli indirizzi email.

3. L’aggiornamento degli indirizzi email

Newsletter: nel tempo, settore e area di interesse spesso cambiano, ma raramente l’utente si ricorda di aggiornare la propria profilazione. C’è inoltre il problema del turnover non intercettato: se l’utente cambia azienda o ramo d’azienda, cambia anche la sua email. La precedente fornita in fase di registrazione decade, o peggio ancora può diventare uno spam trap.

DEM: il cosiddetto turnover è irrilevante. Infatti, le email di natura generica sono statisticamente molto più stabili nel tempo e quindi performanti rispetto agli indirizzi email nominativi aziendali. Se è vero che gli interessi di una persona possono cambiare, è molto raro che cambino le esigenze di un’azienda.

4. I tempi di crescita del database

Newsletter: per creare un bacino di utenti rilevante, ci vuole molto impegno e tempo.

DEM: in un tempo molto limitato è possibile ampliare rapidamente la platea di riferimento, verificarla e aggiornarla.

Oggi invece la tua strategia deve integrare newsletter e DEM

In base alle considerazioni fatte fin qui, consideriamo una strategia di web marketing che superi le criticità della newsletter integrando i vantaggi della DEM.

L’approccio di marketing suggerito da BTOMAIL consiste di quattro elementi:

  • maggiore cura e un progressivo arricchimento dei contenuti;
  • una implementazione speciale della grafica;
  • l’utilizzo di una call to action che porti sempre a una conversione, per poter misurare il ROI dell’invio;
  • l’invio combinato a due liste di tipologia diversa: da una parte un database di indirizzi email consolidato da “tenere caldo”, dall’altra un database di contatti aziendali freddi ma validati, per allargare la platea.

In questo modo saremo in grado di fornire informazioni di valore e contenuti di interesse e di proporre soluzioni pertinenti attraverso una call to action a servizi e prodotti.


Ci rivolgeremo in modo costante, ma non invasivo, a un pubblico consolidato e procederemo con operazioni di lead generation attraverso l’acquisizione di liste profilate e verificate che andranno ad arricchire il database indirizzi email aziendale.

Ti serve una lista personalizzata di email pronta all’uso per inviare DEM? Trovala su BTOMAIL.

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Simone Lanza
Fondatore di BTOMAIL e BTOLEAD